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Per Renzo Gherardini
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- Categoria: Manifestazioni future
In comune con Betocchi Gherardini, classe 1923, poteva rivendicare un intenso, soggiogante innamoramento per la natura: un incantato ed ecumenico «creaturismo», per cui anche i titoli del poeta editi da Vallecchi e poi da «Il Bisonte» suonavano singolarmente sintonici, da «Fra i doni della vita» a «Una creatura». Ma Renzo Gherardini aveva anche, condivisa con Betocchi e attiva fino al piacere dell’occultamento, l’umiltà: fino all’amore per le parole fattosi tesi di laurea sui termini rustici nel territorio di Pontassieve e di Bagno a Ripoli, o anche, umiliandosi e proprio così esaltandosi, fino alla servizievole revisione di bozze per scritti altrui (un beneficiato eccellente ne era stato l’amico Luigi Baldacci).
E ci piace salutare il poeta con i versi da lui scritti «Per Bobi», l’amatissimo cane da piangere – nel suo classico e livellato mondo da «teologia naturale» – come il passero della fanciulla di Catullo: «Così non la tua assenza mi addolora / tanto, quanto l’assenza in te, nel corso / luminoso dei giorni sulla terra, / di quel tuo confidente penetrare / con l’anima nel folto della vita, / vale a dire l’assenza in te del vivere ».
Marco Marchi
(«La Nazione», 31 maggio 2011)


