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Manifestazioni recenti: Inviti
Estate 2010 PDF Stampa E-mail

 
 
 
L'attività della Fondazione il Fiore è sospesa per la pausa estiva. 
 
Le manifestazioni riprenderanno a Settembre. 
 
29 Giugno 2010 PDF Stampa E-mail
Fondazione il Fiore  
 
Riconoscimento Alberto Caramella  per
l’opera prima: FANCIULLEZZA E SENILITA'  di Brunetta Ricci
 
Riconoscimento Alberto Caramella  per
la poesia inedita: Arianna Ferrini  
 
Letture di 
 M. Grazia Beverini Del Santo, Maria Giuseppina Caramella,
 Arianna Ferrini e Renzo Gherardini 
 
Martedì 29 giugno 2010 – ore 18,30  
 
Al Cipresso Tecnologico della Fondazione il Fiore
Firenze, Via San Vito 7 
 
Info: 055.225074
www.fondazioneilfiore.it   
 
Per raggiungere la Fondazione il Fiore (lavori in Via di Bellosguardo):
In auto o in taxi: dal Piazzale di Porta Romana imboccare Via Ugo Foscolo, proseguire per Via S. Maria a Marignolle, svoltare a destra in Via Piana, entrare in Piazza di Bellosguardo,imboccare Via di Bellosguardo per un breve tratto in discesa e continuare per Via di San Vito.
A piedi: da Via di Soffiano, al semaforo con Via D.Veneziano-Largo il Boschetto, prendere la Via di San Vito e proseguire. L’ultimo tratto di circa 200 mt. è in acciottolato e in salita. 
Ultimo aggiornamento ( martedì 22 giugno 2010 )
 
Sergio Zavoli, ospite della Fondazione il 28-5-2010 PDF Stampa E-mail

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Parte finale del discorso di Segio Zavoli al Senato (30-5-2010)

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(...) Giorni fa in un giornale ho scritto a proposito del cartello appeso al collo di un partecipante al sit in davanti a Montecitorio in cui si leggeva "Io non ho paura, intercettatemi": come a dire che questo disegno di legge favorisce chi ha colpe o reati da nascondere. Era una posizione di rifiuto totale, estrema, e quindi a sua volta contestabile. Basta infatti approfondire il problema, in cui si affrontano due diritti fondamentali (l'informazione dovuta da una stampa libera e quella che viola gratuitamente la riservatezza personale) per rendersi conto della profonda differenza, in questa delicata materia, tra chi è investito di responsabilità pubbliche, sia elettive che conferite dallo Stato, e un semplice cittadino.

Tuttavia, anziché tentare una equilibrata composizione, difficile ma necessaria, si è scelta la strada, a prima vista più facile, di restringere al massimo le intercettazioni, di ricorrere alla minaccia del carcere per i giornalisti (poi ragionevolmente lasciata cadere), infliggendo multe pesantissime, anche se poi ridotte per le piccole testate, a carico degli editori, aprendo la strada all'intervento della proprietà sul contenuto dei giornali che, come sappiamo, è competenza esclusiva del direttore.

Una serie di errori non da poco, ancora passibili di correzione, conferisce qua e là un carattere repressivo e illiberale a questo progetto, e lo sarebbe ancora di più se la pratica delle intercettazioni dovesse limitare l'azione legittima e indispensabile della magistratura, per esempio - cito il caso più vicino e irrisolto - quando la comunità nazionale si sente offesa dalla cosiddetta cricca (una parola d'uso comune per indicare un clima ben più che equivoco). Qui la materia affronta aspetti controversi di legittimità che affido a chi ha dottrina per farlo; ma sono persuaso signor Presidente, che in un Paese in cui dopo 21 anni si vanno a cercare le impronte lasciate dagli attentatori di Giovanni Falcone sugli scogli dell'Addaura e dove, rovistando tra vecchie collezione di giornali, si trova la fotografia di un agente segreto sempre presente quando è alle viste o in preparazione o addirittura in atto un'azione eversiva gravemente criminosa, la funzione della stampa si riveli fondamentale. Perciò, lungi dal restringerne le facoltà, va ricercata e perseguita la sequela di reticenze, ambiguità e fellonie, se non si vuole coprire una manifesta e impunita lesione della nostra stessa legittimità democratica.

Mi limito a citare le parole di un nostro collega della passata legislatura, l'autorevole ed equanime Andrea Manzella: il messaggio complessivo è che la lotta al crimine in Italia, terra di molte mafie e di molte complicità, sarà indebolita. Ribassi di pene per non reati, cioè per la libertà giornalistica di informare su atti non più segreti, non servono a cancellare il nonsenso strutturale dell'intero progetto, per il quale, signor Presidente, vanno auspicate ulteriori correzioni, secondo le puntuali riserve avanzate dal Capo dello Stato.

Parlo di cose da tutti voi conosciute, dolendomi della sommarietà cui ho dovuto tenermi, ma il Senato, il luogo della nostra risposta a una delega popolare fondata sul valore e sulle modalità della trasparenza politica, civile e morale, non può non disporsi a compiere un dovere di inestimabile significato.

E perché nessuno si senta escluso dalla vitale necessità di salvaguardare il dettato costituzionale, lasciatemi ricordare la parola più alta, data a tutti perché venga pronunciata per tutti. Una parola che vive dentro e fuori di noi, quand'anche non ci si accorga della sua presenza. Una parola che è come l'aria, la quale ci tiene in vita, si può dire, quasi a nostra insaputa, chiunque si sia e dovunque si stia. È una parola che va detta e udita in nome delle responsabilità che essa esige. Quella parola è così solenne che si stenta a ripeterla senza qualche imbarazzo, ma libertà - cui tutti dobbiamo continuamente richiamarci - è la prima a dar vita alle nostre speranze di non venire sconfitti dalle nostre stesse sordità, o peggio dalla nostra rassegnazione.

Pronunciamola, dunque, dandole un fondamento comune: è la sola che nessuno può pronunciare solo per se stesso, ed è di quelle che, signor Presidente, in quest'Aula devono avere la precedenza.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 02 giugno 2010 )
 
10 e 14 Giugno 2010 PDF Stampa E-mail
La Fondazione il Fiore  
è lieta di invitarLa allo spettacolo
 
“Bambola Birmana”
di Roberta Vezzosi
 
 
giovedì, 10 giugno 2010 – ore 21.30
Firenze, Via San Vito 7
 
Interpreti: Carlo Monni, Roberta Vezzosi, Alfredo Allegri, Nicoletta Loisi
Danzatrice: Irene Fusai
Ballerini di tango: Moris Faccone e Pamela Menini
Cantante: Chiara Riondino
Pianista: Cristiano Sementa
Chitarra: Alessandro Manno
Chitarra e mandolino: Roberto Gaspari
 
Scenografia: Leonetto Bardelli
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Partendo dallo spunto della terra martoriata della Birmania, la storia di questa donna,
una donna, picchiata dal marito, che tra ironie, musica e danza,
troverà la forza per cambiare la sua sorte
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Ultimo aggiornamento ( martedì 15 giugno 2010 )
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28 Maggio 2010 PDF Stampa E-mail
 Fondazione il Fiore
  Gabinetto G.P.Vieusseux
    invitano alla presentazione di
   
Sergio Zavoli
  La parte in ombra
(Mondadori, 2009)
 
Saluti
Enzo Cheli
Presidente del Gabinetto G.P. Vieusseux
   
Interventi
  Franco Contorbia
Università degli Studi di Genova
  Marco Marchi
Università degli Studi di Firenze
 
  Voce recitante
Sandro Lombardi
 
  Coordinamento e conduzione
M. Grazia Beverini Del Santo
 
  A cura di
Maria Giuseppina Caramella
   
Venerdì 28 maggio, ore 17.30
Sala Ferri, Palazzo Strozzi
Firenze, Piazza Strozzi 1

 

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 18 maggio 2010 )
 
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